Salario minimo: cos’è e come funziona

Oltre all'Italia, anche Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia non hanno un salario minimo garantito.

15 gen 2018 Diritto del lavoro - Tempo di lettura: min.

avvocati

Il Partito Democratico propone di introdurre un salario minimo anche in Italia. Qual è la situazione negli altri paesi dell'Unione Europea? Quale potrebbe essere il salario minimo in Italia?

La proposta di introdurre il cosiddetto "salario minimo" ritorna ciclicamente. Tommaso Nannicini, responsabile del programma elettorale del Pd, ha affermato di voler stabilire un "salario minimo legale che abbracci tutti i lavoratori, all'interno di una nuova cornice per il nostro sistema di relazioni industriali, che combatta i contratti-"pirata" e tuteli la funzione di garanzia del contratto nazionale". Cosa s'intende per salario minimo? Si tratta di una retribuzione minima, fissata dalla legge, che l'impresa è obbligata a corrispondere ai propri lavoratori in base alle ore lavorate e sotto cui non si può scendere. L'obiettivo è quello di assicurare a tutti un salario minimo e, di conseguenza, di evitare lo sfruttamento dei lavoratori.

Qual è la situazione in Europa? Oltre all'Italia, anche Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia non hanno un salario minimo garantito. Ciò vuol dire che 22 paesi su 28 richiedono alle proprie imprese una retribuzione minima. Nella maggior parte dei paesi in cui è in vigore solitamente i contratti nazionali coprono un basso numero di lavoratori oppure i sindacati non hanno molta forza. Il salario minimo, dunque, garantisce che si abbia una copertura minima. In Italia, invece, la maggior parte dei salari dei lavoratori sono stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Quali sono attualmente i salari minimi presenti in altri paesi? Secondo i dati di Eurostat del 2017, riportati dal Sole 24 Ore, Lussemburgo è il paese con la retribuzione minima più alta, con 1999 euro. Nella vicina Francia, invece, è di 1498 euro. All'ultimo posto, invece, si trova la Bulgaria con 234,2 euro.

Perché il salario minimo varia molto fra i vari paesi dell'Unione Europea? Come si calcola questa soglia minima?

Secondo gli ultimi dati, riguardanti il 2016, al momento del Jobs Act, in Italia il salario minimo potrebbe equivalere al 50 o al 60% del salario medio, ossia a 6,5 o 7 euro all'ora. Non si sa ancora se questa proposta si trasformerà in realtà anche in Italia. Al momento, il premier Renzi ha affermato che si tratta di una proposta molto importante. Secondo il PD, inoltre, l'obiettivo sarebbe quella di fissare una soglia minima compresa fra i 9 e i 10 euro all'ora.

Le reazioni a questa proposta sono state discordanti. Da una parte, i sostenitori del salario minimo pensano che questa riforma del mondo del lavoro possa evitare lo sfruttamento e gli effetti altalenanti dei contratti nazionali di lavoro e, di conseguenza, permettendo di potenziare i contratti collettivi d'impresa. Al contrario, chi è contro questa proposta, pensa che il salario minimo, se troppo alto e non calcolato accuratamente, potrebbe causare un'ondata di licenziamenti o un aumento dei prezzi che ricadrebbe sui consumatori. Questa tesi è condivisa da molte imprese ma anche dai sindacati. Secondo questi ultimi, infatti, si scavalcherebbe il ruolo della contrattazione collettiva, con la perdita di potere delle parti sociali.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in diritto del lavoro.

0 Mi piace

Lascia un commento

INFORMAZIONE BASICA SULLA PROTEZIONE DEI DATI
Responsabile: Verticales Intercom, S.L.
Finalità:
a) Invio della richiesta al cliente inserzionista.
b) Attività di pubblicità e di prospezione commerciale attraverso diversi media e canali di comunicazione dei propri prodotti e servizi.
c) Attività di pubblicità e di prospezione commerciale attraverso diversi media e canali di comunicazione di prodotti e servizi di terzi appartenenti a diversi settori di attività, che possono comportare il trasferimento di dati personali a suddetti terzi soggetti.
d) Segmentazione ed elaborazione di profili per scopi pubblicitari e di prospezione commerciale.
e) Gestione dei servizi e delle applicazioni fornite dal Portale per l'Utente.
Legittimità: Consenso dell’interessato.
Destinatari: È prevista la cessione dei dati ai clienti inserzionisti per rispondere alla sua richiesta di informazioni sui servizi annunciati.
Diritti: Ha il diritto di accedere, rettificare e sopprimere i dati o di opporsi al trattamento degli stessi o di uno qualsiasi degli scopi, così come accade con gli altri diritti, come spiegato nelle informazioni aggiuntive.
Informazione addizionale: Può consultare l’informazione addizionale e dettagliata sulla Protezione dei Dati su studilegali.com/proteccion_datos

Articoli correlati