Come affrontare gli episodi di mobbing

Attualmente in Italia non esiste ancora una normativa specifica contro il mobbing.

23 dic 2015 Diritto del lavoro - Tempo di lettura: min.

avvocati

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di mobbing sul posto di lavoro. Come affrontarlo? Quali leggi tutelano i lavoratori?

Cosa s'intende per mobbing?

Una risposta data con tono sgradevole o un rimprovero possono essere sintomo di mobbing? Solitamente se ciò avviene in maniera saltuaria o se questi episodi sono solamente legati a delle situazioni concrete o allo stress della consegna di un lavoro importante, non c'è bisogno di allarmarsi.

Si può parlare di mobbing vero e proprio, invece, quando questo genere di azioni aggressive da parte del datore di lavoro o dei colleghi (mobber) diventano insistenti, sistematiche e vengono perpetrate nel tempo. In inglese, infatti, il verbo "to mob" vuol dire "assalire" e "attaccare".

Questi comportamenti aggressivi e persecutori hanno l'obiettivo di distruggere la vittima a livello non solo lavorativo ma anche sociale. La persona mobbizzata, infatti, inizia a soffrire d'ansia, stress, disturbi psicosomatici e altre problematiche psicologiche. Esistono alcuni casi limite in cui alcuni lavoratori hanno deciso di suicidarsi per il forte stress subito.

La legge in Italia

Attualmente in Italia non esiste ancora una normativa specifica contro il mobbing. Tuttavia alcune delle azioni messe in atto possono rientrare in altre fattispecie di reato. Le norme che permettono di difendersi dal mobbing sono costituzionali o civilistiche. A livello penale, infatti, il mobbing non è ancora stato riconosciuto. Ecco i casi in cui il mobbing può essere punito dalla legge italiana:

  • Responsabilità extracontrattuale: l'art. 2043 c.c. prevede il risarcimento danni nei casi in cui venga provocato un danno ingiusto.
  • Responsabilità contrattuale del datore di lavoro: secondo l'art. 2087 c.c. il datore di lavoro deve proteggere l'integrità fisica del lavoratore. La vittima di mobbing dovrà provare la reale presenza di questi comportamenti illeciti.
  • Malattia professionale: Da qualche anno l'Inail ha inserito il mobbing fra le cause delle malattie professionali non "tabellate". Ciò vuol dire che è necessaria la dimostrazione dell'esistenza di prove concrete.
  • Molestie sessuali: Queste possono essere causate non solo dal datore di lavoro ma anche dagli altri colleghi. Le molestie sessuali sono tutti quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale che ledono la dignità dei lavoratori.
Se avete bisogno di maggiori informazioni sul tema potete consultare il nostro elenco di professionisti esperti in mobbing.

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