Autovelox: quando le multe sono illegittime?

"Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili".

25 gen 2019 Attualità - Tempo di lettura: min.

avvocati

In alcuni casi, gli automobilisti possono richiedere l’annullamento della multa se l’autovelox non segue le norme stabilite.

Nel 2017, la direttiva Minniti ha imposto nuove regole per la disciplina degli autovelox, come l’obbligo di segnalazione preventiva. L’insieme di queste norme servono anche agli automobilisti per conoscere i casi in cui le multe ricevute possono essere illegittime. Ovviamente, questa non è una scusa per non seguire le regole sancite dal Codice della Strada. Gli autovelox, infatti, in generale, svolgono una funzione indispensabile, non solo sanzionatoria ma soprattutto preventiva e dissuasoria.

Questi sono alcuni dei casi in cui le multe causate dall’autovelox possono essere illegittime e quindi possono essere impugnate dagli automobilisti.

  • Mancata revisione periodica: secondo il Codice della Strada, alcune apparecchiature, fra cui l’autovelox “sono soggetti all'approvazione od omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario”. Per questo, anche secondo la sentenza n. 113/2015 della Corte costituzionale, gli autovelox devono essere controllati periodicamente. In caso contrario, le multe diventano illegittime e possono essere annullate.
  • Segnalazione errata dell’autovelox: l’illegittimità di una multa può essere causata anche da un’errata segnalazione dell’autovelox. Il comma 6-bis dell’articolo 142 del Codice della Strada, infatti, sancisce che:

“Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Interno”.

Secondo la sentenza numero 5997 del 14 marzo 2014 della Corte di cassazione, infatti, la segnalazione dev’essere posta a meno di 4 km e a più di 1 km di distanza dall’autovelox. In più, se sono presenti intersezioni stradali, sarà necessario ripetere la segnalazione.

  • La P.A. non fornisce la prova: la sentenza 537/2017 del Giudice di Pace di Milano ha accolto il ricorso di un automobilista che aveva ricevuto una multa. Secondo l’uomo, infatti, l’autovelox che aveva registrato l’infrazione non era stato adeguatamente segnalato, così come previsto dal comma 6-bis dell’articolo 142 del Codice della Strada. Il Giudice di Pace di Milano ha ricordato che, in questo caso, la prova dev’essere fornita dall’amministrazione: “La parte convenuta opposta non ha provato che la strumentazione è stata sottoposta a obbligatoria periodica taratura e a periodici controlli equivalenti, tali da rendere legittimo l’accertamento della violazione dei limiti di velocità”.
  • Mancata indicazione del limite di velocità: per poter rispettare le norme stradali e, di conseguenza, evitare anche le multe, l’automobilista dev’essere informato sui limiti di velocità. Ciò vuol dire che i segnali di velocità devono essere ben visibili. In più, in seguito a un incrocio, il limite di velocità dev’essere ripetuto, così come stabilito dalla sentenza n. 11018/2014 della Corte di Cassazione.
  • Assenza dell’agente: secondo la sentenza del 5 aprile 2011 n. 7785 della Corte di cassazione, inoltre, è fondamentale la presenza dei pubblici ufficiali durante l’accertamento dell’infrazione. Ciò significa che la multa potrebbe essere illegittima se non è presente un agente di Polizia quando l’infrazione viene segnalata da un autovelox.

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