Come si ripartiscono i debiti ereditari?

È possibile rinunciare all'eredità?

15 feb 2017 Attualità - Tempo di lettura: min.

avvocati

Se non si è a conoscenza dell'ammontare dei crediti e dei debiti del defunto, è possibile richiedere il beneficio d'inventario.

Quando si apre il processo di successione non si ripartiscono solamente i beni del defunto ma anche i cosiddetti debiti ereditari che gli eredi devono pagare. Chi accetta l'eredità, dunque, è tenuto non solo a usufruire dei diritti ma anche a farsi carico di eventuali debiti. A queste obbligazioni si risponde non solo con i beni del defunto, ma anche con i propri. L'articolo 752 del Codice Civile sulla "Ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi", infatti, afferma che:

"I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto".

I debiti ereditari si possono distinguere fra i debiti contratti in vita dal defunto (che includono sia la somma capitale che gli eventuali interessi) e i cosiddetti "pesi ereditari", ossia tutte quelle obbligazioni che si presentano al momento dell'apertura della successione (spese funerarie, spese di amministrazione, ecc.).

Come vengono suddivisi i debiti ereditari

Secondo quanto stabilito dall'articolo 752 del codice civile, i coeredi devono contribuire al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari non secondo il criterio di solidarietà, bensì in proporzione alla quota di eredità ottenuta, a meno che il testamento non preveda diversamente.

Di conseguenza i creditori non possono esigere il totale dei propri crediti a uno solo dei coeredi. Secondo l'articolo 754 del Codice Civile, inoltre, se uno degli eredi paga una parte di debiti più alta di quella prevista dalla sua quota di eredità, potrà richiedere la restituzione agli altri coeredi:

"Gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria e ipotecariamente per l'intero. Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente può ripetere dagli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire a norma dell'articolo 752, quantunque si sia fatto surrogare nei diritti dei creditori".

Il beneficio di inventario

Per gli eventuali eredi, è possibile richiedere, secondo l'articolo 490 del Codice civile, il cosiddetto "beneficio di inventario":

"L'effetto del beneficio d'inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede".

Il beneficio d'inventario viene utilizzato dai possibili eredi che non sono a conoscenza dell'ammontare dei crediti e dei debiti del defunto. Nel caso in cui non si avvalga di questo diritto, infatti, l'erede che accetta l'eredità, nel caso in cui i debiti siano superiori al valore dell'eredità stessa, dovrà pagarli attraverso i suoi beni personali. In caso contrario, invece, attraverso il beneficio di inventario e la distinzione fra patrimonio del defunto e quello dell'erede, i debiti verranno pagati solamente attraverso il patrimonio del defunto.

Si può evitare di ereditare i debiti anche attraverso la rinuncia dell'eredità. Questa operazione può essere eseguita entro 10 anni dall'apertura della successione. Nonostante ciò, se l'erede è in possesso di uno o più beni del defunto, il tempo in cui richiedere la rinuncia si abbassa a 3 mesi. Se non vengono rispettati i tempi, varrà come accettazione dell'eredità.

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