Impeachment: la messa in stato d'accusa in Italia

In Italia, questa procedura è stata messa in atto diverse volte, ad esempio nei confronti di Leone o Cossiga, senza successo.

1 GIU 2018 · Tempo di lettura: min.
Impeachment: la messa in stato d'accusa in Italia

Qual è la procedura di messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica italiana? Quali sono le principali differenze con l'impeachment statunitense?

Nelle ultime settimane, la difficoltà di formare un governo dopo le elezioni del 4 marzo e il veto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per opporsi al Ministro dell'Economia proposto, Paolo Savona, a causa delle sue idee antieuropeiste, hanno portato alla ribalta una parola presa in prestito dalla politica statunitense: impeachment.

Negli USA, infatti, in seguito a tradimento, corruzione e altri crimini di grave entità, il presidente e altre cariche dello stato possono essere rimossi dalla proprio incarico nonché essere poi processati per via ordinaria. La procedura è piuttosto complessa e non è stata utilizzata spesso nella politica statunitense. Gli ultimi casi, ad esempio, sono stati quelli contro Richard Nixon e Bill Clinton.

Come funziona la procedura di messa in stato d'accusa in Italia?

Innanzitutto, in Italia la messa in stato d'accusa del presidente della Repubblica non è denominata impeachment. Tuttavia, una procedura simile a quella statunitense è quella prevista dall'articolo 90 della Costituzione italiana:

"Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione".

"In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri".

Rispetto all'impeachment statunitense, dunque, la messa in stato d'accusa italiana prevede la destituzione solamente del Presidente della Repubblica che può avvenire solamente per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Chiaramente, la diversità a livello di forma di stato e di governo fra Stati Uniti e l'Italia non rende perfettamente sovrapponibili le due procedure.

La procedura di messa in stato d'accusa

Qual è la procedura prevista dalla legge per la messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica? Innanzitutto, è necessario presentare la richiesta, con materiale probatorio allegato, direttamente al presidente della Camera. Questa documentazione viene poi inviata a un apposito comitato formato dai componenti della giunta del Senato e della Camera competenti per le autorizzazioni a procedere.

Il comitato analizza il materiale e decide se accettare o meno la messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica. In caso affermativo, il Parlamento, in seduta comune, potrà votare a scrutinio segreto. Per approvare la procedura, sarà necessaria la maggioranza assoluta. Dopo l'approvazione del Parlamento, la decisione spetta alla Corte Costituzionale. Sedici giudici estratti a sorte decideranno se accettare la messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica, decisione che sarà inappellabile.

In Italia, questa procedura è stata messa in atto diverse volte, ad esempio nei confronti di Leone o Cossiga; tuttavia non è mai giunta a termine.

Nel caso di Mattarella, il dibattito si è centrato sulla costituzionalità della sua decisione, che però era già stata presa nel passato da altri Presidenti della Repubblica. Negli ultimi giorni, inoltre, Mattarella ha conferito l'incarico a Giuseppe Conte che ha già stilato una nuova lista dei ministri e, senza dubbio, sarà il prossimo presidente del governo italiano.

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