Possibile violazione del codice deontologico?

Inviata da Federica. 15 apr 2019 4 Risposte  · Arresto

Buongiorno,
il mio compagno é detenuto da due anni. Nelle ultime settimane ha deciso di cambiare avvocato e premetto che con i precedenti ho sempre avuto un rapporto cordiale e reciprocamente rispettoso. Ora abbiamo un avvocato donna, che, non so per quale motivo, si ostina a tenermi al di fuori, non mi vuole informare, si rifiuta di parlarmi rispondendo in malo modo "con lei non parlo", "a lei non riferisco nulla", "chieda al suo compagno" ecc. qualora le chieda notizie circa un procedimento in corso. Il mio compagno non ha mai espresso la volontà di un mio non coinvolgimento, anzi, spesso é lui che mi chiede di contattarla perché non sempre dal carcere glielo concedono. Ma lei si rifiuta, rispondendo molto male. Stesso trattamento viene riservato a genitori e alla sorella di lui. Tra l'altro, con parere favorevole del Magistrato di Sorveglianza (che é andato in carcere), potremmo accedere all'affidamento terapeutico al CSM, che sta già preparando un programma. Ma lei si rifiuta di fare istanza perché dice che é inutile. Cosa posso fare? Grazie

Miglior risposta

Gentile Federica,
gli avvocati sono tenuti, nell'interesse del cliente, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e al massimo riserbo su tutti i fatti e le circostanze apprese durante l'attività' di rappresentanza e assitenza, e dell'attivita' di consulenza; in buona sostanza per tutte le circostanze conosciute nell'esercizio dell'attività professionale.
Da questo è facile desumere che non si può, nel rispetto della segretezza, dare informazioni nemmeno ai familiari del cliente stesso.
Per quanto riguarda il rifiuto alla realizzazione di un'istanza specifica , il suo compagno può decidere, se non soddisfatto dell'operato della collega, di rivolgersi ad altro professionista previo saldo delle competenze maturate dalla collega.
avv. marina ligrani

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

Gent.ma sig.ra Federica

Il Codice Deontologico emanato dal Consiglio Nazionale Forense, all’articolo 28 intitolato Riserbo e Segreto Professionale, testualmente recita: 1) E’ dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita, nonché su quelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. 2. L’obbligo del segreto va osservato anche quando il mandato sia stato adempiuto, comunque concluso, rinunciato o non accettato. 3. L’avvocato deve adoperarsi affinché il rispetto del segreto professionale e del massimo riserbo sia osservato anche da dipendenti, praticanti, consulenti e collaboratori, anche occasionali, in relazione a fatti e circostanze apprese nella loro qualità o per effetto dell’attività svolta. 4. È consentito all’avvocato derogare ai doveri di cui sopra qualora la divulgazione di quanto appreso sia necessaria: a) per lo svolgimento dell’attività di difesa; b) per impedire la commissione di un reato di particolare gravità; c) per allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e cliente o parte assistita; d) nell’ambito di una procedura disciplinare. In ogni caso la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato. 5. La violazione dei doveri di cui ai commi precedenti comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura e, nei casi in cui la violazione attenga al segreto professionale, l’applicazione della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni.

Quindi nel caso di specie l’avvocato del suo compagno si sta comportando osservando alla lettera quanto previsto dal Codice.
Se lei ha un autorizzazione scritta dell'imputato l’avvocato potrebbe dare informazioni.
Per quel che concerne, invece, la mancata redazione da parte del legale dell’istanza per l’affidamento terapeutico, qualora non condivideste detta scelta non vi resterà che cambiare legale non prima, però, di aver revocato il mandato al precedente difensore che, ovviamente, dovrà anche essere saldato per l’attività difensiva espletata.

Resto a sua completa disposizione per ogni ulteriore assistenza.
Cordialmente
Avv. Francesco Zofrea

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

18 APR 2019

Logo Studio Legale Zofrea Studio Legale Zofrea

2000 Risposte

1384 voti positivi

Gent.ma sig.ra Federica

Il Codice Deontologico emanato dal Consiglio Nazionale Forense, all’articolo 28 intitolato Riserbo e Segreto Professionale, testualmente recita:
1. È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita, nonché su quelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. 2. L’obbligo del segreto va osservato anche quando il mandato sia stato adempiuto, comunque concluso, rinunciato o non accettato. 3. L’avvocato deve adoperarsi affinché il rispetto del segreto professionale e del massimo riserbo sia osservato anche da dipendenti, praticanti, consulenti e collaboratori, anche occasionali, in relazione a fatti e circostanze apprese nella loro qualità o per effetto pagina 13 di 34 dell’attività svolta. 4. È consentito all’avvocato derogare ai doveri di cui sopra qualora la divulgazione di quanto appreso sia necessaria: a) per lo svolgimento dell’attività di difesa; b) per impedire la commissione di un reato di particolare gravità; c) per allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e cliente o parte assistita; d) nell’ambito di una procedura disciplinare. In ogni caso la divulgazione dovrà essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato. 5. La violazione dei doveri di cui ai commi precedenti comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura e, nei casi in cui la violazione attenga al segreto professionale, l’applicazione della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni. Quindi nel caso di specie l’avvocato del suo compagno si sta comportando osservando alla lettera quanto previsto dal Codice. Per quel che concerne, invece, la mancata redazione da parte del legale dell’istanza per l’affidamento terapeutico, qualora non condivideste detta scelta non vi resterà che rivolgervi ad altro legale non prima, però, di aver revocato il mandato al precedente difensore che, ovviamente, dovrà anche essere saldato per l’attività difensiva espletata.
Resto a sua completa disposizione per ogni ulteriore assistenza.
Cordialmente
Avv. Francesco Zofrea

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

18 APR 2019

Logo Studio Legale Zofrea Studio Legale Zofrea

2000 Risposte

1384 voti positivi

Gentile Federica,qualora voglia richiedere informazioni sui procedimenti pendenti deve farsi rilasciare una espressa procura da parte del cliente dell'avvocato;per quanto concerne la opportunità di non inoltrare una istanza dovrei conoscere gli atti per pronunciarmi .Cordialmente avv.Alfredo Guarino Napoli

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

16 APR 2019

Logo Avv. Alfredo Guarino Avv. Alfredo Guarino

2947 Risposte

802 voti positivi

Domande simili:

Vedi tutte le domande
Pena accessoria art. 93 1 bis codice della strada

2 Risposte, Ultima risposta il 24 Gennaio 2019

Esposto Ordine degli Avvocati

3 Risposte, Ultima risposta il 18 Marzo 2019

Restituzione patente

1 Risposta, Ultima risposta il 03 Novembre 2016