mio marito vuole riconoscere mia figlia

Inviata da Elena. 14 mag 2019 5 Risposte

Buonasera vorrei dei chiarimenti sulla questione del riconosciento di paternità,sono legalmente sposata e con mio marito abbiamo avuto un figlio,successivamente ci siamo lasciati rimanendo comunque sposati e da poco siamo tornati insieme,ora io ho avuto una bambina da un altro uomo,la bambina porta il mio cognome,sono stata solo io a riconoscerla e a dichiararla, mio marito vorrebbe fare il riconoscimento della bambina in modo tale da poter anche facilitare l'ottenimento del permesso di soggiorno cinese per lei e tornare in cina,io sono già in possesso del permesso di soggiorno e l'altro bambino ha il passaporto cinese,è possibile fare il riconoscimento?se si come?al comune?in tribunale?lui deve essere presente fisicamente?se no,ci sono alternative?Grazie mille in anticipo

marito , figlio

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Buongiorno, più che riconoscimento, si potrebbe parlare di adozione della bambina da parte di Suo marito . Esiste una proceduira apposita che si deve seguire avanti il Tribunale per i Minorenni. Se rede sono a Sua disposizione per chiarimenti . Saluti cordiali
Avv.Antonio Cesarini

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Gentile Sig.ra Elena,
il riconoscimento può essere effettuato solo dal genitore biologico del bambino e ove effettuato da un soggetto diverso, specie se in malafede (cioè nella consapevolezza di non essere il padre), integra una falsa dichiarazione di riconoscimento punita dal codice penale.
Invero a riguardo sussiste un contrasto giurisprudenziale circa la fattispecie di reato che si configura: alcuni sostengono che si integri la fattispecie criminosa di cui all’art. 567 cp, (alterazione di stato); altri sostengono l’applicabilità dell’art.495 cp (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri).
Ove suo marito volesse acquisire i diritti genitoriali sulla bambina potrebbe attivare la procedura di adozione.
L’art. 39 della L.218/1995 (che disciplina il diritto internazionale privato in Italia) precisa che si applica il diritto italiano quando è richiesta al giudice italiano l'adozione di un minore, idonea ad attribuirgli lo stato di figlio.
La procedura di adozione potrà quindi essere attivata in Italia, innanzi al Tribunale dei Minori secondo la disciplina della legge 184/1983.
L’art. 44 della L. 184/83 prevede, fra le ipotesi particolari, l’adozione del coniuge convivente del genitore del minore, per favorire il proseguimento dell’unità familiare e garantire, quindi, una crescita armonica del minore.
In questo caso il Tribunale per i Minorenni deve accertare che l’adozione particolare risponda all’interesse del minore.
Il coniuge che intende procedere all’adozione particolare (suo marito) deve presentare domanda al Tribunale dei Minorenni del luogo in cui si trova il minore. La procedura è semplificata rispetto a quella per l’adozione legittimante e ha lo scopo di verificare che tra il minore e l’adottante si possa stabilire un rapporto genitoriale solido.
Il procedimento si conclude con una sentenza di adozione che esplica i suoi effetti immediatamente dalla pronuncia.
Fino a che la sentenza non è emanata sia l’adottante che l’adottando possono revocare il consenso prestato.
Pronunciato il provvedimento di adozione da parte del Tribunale dei Minori, il minore diventa figlio adottivo a tutti gli effetti, assume il cognome della nuova famiglia e i genitori adottivi acquisiscono il dovere di educare, istruire e mantenere il figlio, esercitano su di lui la potestà e ne amministrano i beni. Il minore assume, quindi, tutti i diritti e i doveri di figlio legittimo. Ovviamente per darle una risposta più dettagliata e con maggiore cognizione di causa circa il possibile esito della procedura avremmo necessità di avere maggiori informazioni sulla vicenda.
Ovviamente tutto il ragionamento che le abbiamo esposto vale ove Lei al momento della nascita abbia espressamente dichiarato (come ci sembra di capire dalla sua esposizione dei fatti) che suo marito non era il padre della bambina e che tale dichiarazione sia stata riportata nell’atto di nascita. Infatti le ricordiamo che l’art. 231 cc prevede una presunzione legale secondo cui il padre del figlio nato o concepito durante il matrimonio (come nel suo caso ove non ci risulta che vi sia stato un provvedimento di separazione o divorzio) è il marito della madre.
Non esiti a contattarci per maggiori delucidazioni o per progettare un’eventuale strategia legale.
Cordiali saluti,
Avv. Francesco Zofrea

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16 GIU 2019

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Gentile signora Elena,cerchi di evitare una falsa dichiarazione di riconoscimento,che espone a rilevanti conseguenze penali,e consigli la strada dell'adozione.Cordialmente avv.Alfredo Guarino Napoli

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16 MAG 2019

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Gentile Elena,
Suo marito non dovrebbe procedere al riconoscimento della bambina, bensì all'adozione, trattandosi di figlia della moglie.
E' un caso di adozione particolare e la domanda va presentata al Tribunale per i Minorenni.
Rimango a disposizione per qualsiasi eventuale, cordiali saluti.
avv. Francesca Minutolo del Foro di Modena

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15 MAG 2019

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Gentile Elena,
si tratta di adozione, per la quale andrà avviato un apposito procedimento presso il Tribunale per i minorenni.
Distinti saluti
Avv. Alessandro Tadei

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15 MAG 2019

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