Inps malattia mastoplastica

Inviata da vale. 13 apr 2019 2 Risposte

Buongiorno, Alcuni anni fa ho eseguito una mastoplastica additiva a fini estetici. In seguito alla rottura di una protesi dovró sottopormi ad una nuova mastoplastica, E infatti dannoso continuare a tenere una protesi rotta.
Quando esegui l’intervento di mastoplastica presi dei giorni di ferie in quanto mi era stato detto che non essendo l’intervento necessario a fini medici, l’Inps non mi avrebbe pagato alcuna malattia.
Questo nuovo intervento però non è dovuto alla mia volontà, ma si rende necessario per salvaguardare la mia salute ed evitare tutti i rischi connessi al diffondersi di gel e silicone nel mio organismo. Potrò dunque questa volta chiedere malattia retribuita presso la azienda in cui lavoro come dipendente pubblico?
In attesa di vostra gentile risposta porgo Distinti saluti

lavoro

Miglior risposta

gentile Vale,
la fattispecie proposta non è semplice. Deve essere studiata e valutata molto bene dalla documentazione in suo possesso e trattare l'argomento molto verosimilmente
e possibilmente con un medico legale di parte prima di poter fornire un qualsiasi parere.
cordialmente
avv Francesco Colantonio

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Gent.ma sig.ra Vale

La risposta alla sua domanda è contenuta nelle linee guida del Coordinamento generale medico legale dell’Inps, ed è una risposta positiva. Infatti, se è vero che al primo punto è testualmente scritto che il “ritocchino” estetico può essere indennizzato dall’Inps come malattia, ma soltanto se è effettuato a scopo terapeutico, se serve a superare un disagio esistenziale legato a un difetto fisico, o se l’intervento deve essere attuato per rimediare a un’operazione estetica non riuscita. Se, invece, la finalità dell’intervento è puramente estetica, il lavoratore non può assentarsi per malattia, ma può soltanto chiedere le ferie.
Al quarto punto, invece, vi è la soluzione a quanto da Lei richiesto ossia: l’intervento estetico può essere indennizzato come malattia nel caso in cui serva a rimediare a una precedente operazione riuscita male, quando insorgono complicazioni impreviste. Ad esempio, l’intervento può essere indennizzato come malattia se la precedente operazione causa complicanze come sanguinamenti con eventuale formazione di ematomi, infezioni con eventuali raccolte di pus, sieromi, rottura delle protesi (proprio il suo caso), contratture capsulari, etc. Le complicazioni, difatti, interrompono il nesso causale iniziale, consentendo il riconoscimento della tutela assicurativa per malattia. L’indennità è pari al 50% della retribuzione dal 4° al 20° giorno (i primi tre giorni sono a carico dell’azienda) e sale al 66,66% dal 21° al 180° giorno. Migliore la posizione dei dipendenti pubblici esercizi e laboratori di pasticceria: l’indennità è dell’80% per tutto il periodo.
Resto a sua completa disposizione per ogni ulteriore assistenza.
Cordialmente
Avv. Francesco Zofrea

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30 APR 2019

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