Indennità di occupazione tra coeredi

Inviata da Michael. 29 giu 2018 9 Risposte  · Eredità

Buongiorno,
Il mio caso è il seguente:
Appartamento di proprietà dei seguenti soggetti (senza nessun contratto di locazione):
Soggetto A proprietario per 4/6 (madre)
Soggetto B proprietario per 1/6 (figlio)
Soggetto C proprietario per 1/6 (figlio)

A e B hanno la residenza nell’appartamento e lo occupano dal 1999. C è residente all’estero
A seguito del decesso di A e B avvenuta nello stesso mese per successione si ha la seguente situazione:

C proprietario per 1/2
D (unico figlio di B) proprietario 1/2

Il quesito è il seguente:
C chiede a D una quota del canone di locazione (o se si vuole indennità di occupazione) pari ad 1/6 calcolata a partire dal 1999 su un affitto mensile stimato di 600 euro dovuto per l’occupazione dell’appartamento da B totale 100*12*18anni=21600euro

Mi chiedo se è legittima la richiesta e se c’è un termine di prescrizione.

L’eventuale quota di 21600 non dovrebbe essere anche divisa a metà con A (e quindi per successione ridivisa con C e D)?

Grazie!

contratto , figlio , affitto

Miglior risposta

Se la casa era di proprietà del marito di A la stessa aveva diritto di abitare la casa. Pertanto la richiesta è illegittima fino a quando è stata in vita A. A sua disposizione.

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In via preliminare giova chiarire che per rispondere compiutamente al quesito proposto sarebbe stato utile sapere a che titolo A B e C sono divenuti proprietari dell’immobile oggetto di controversia.

Tuttavia stante la modalità con cui sono riportate le quote di proprietà, possiamo presumere che i tre soggetti menzionati siano divenuti proprietari per successione legittima a causa del decesso del Marito di A.

Se questa è l’ipotesi, giova ricordare che in materia di successione ereditaria al coniuge spetta oltre alla quota di eredità prevista per legge, anche il diritto di abitazione. L’art. 540 II comma del c.c. stabilisce infatti che al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

Ne consegue che in virtù del diritto di abitazione, A poteva permettere liberamente all’altro figlio B di convivere insieme a lei nell’appartamento.

Pertanto è da ritenersi illegittima la richiesta del figlio superstite C nei confronti del nipote D.

Venuto meno il diritto di abitazione però si potrebbe configurare un eventuale diritto di indennizzo se l’appartamento è ora occupato da D, tuttavia l’indennizzo si deve calcolare solo a partire dall’effettivo utilizzo da parte di D dell’appartamento oggetto di successione.
Si ricorda che è solo un’ipotesi eventuale in quanto la giurisprudenza di riferimento è contrastante.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordiali saluti
Avv. Francesco Zofrea

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18 APR 2019

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Egr. Sig.,
in via preliminare giova chiarire che per rispondere compiutamente al quesito proposto sarebbe stato utile sapere a che titolo A B e C sono divenuti proprietari dell’immobile oggetto di controversia.

Tuttavia stante la modalità con cui sono riportate le quote di proprietà, possiamo presumere che i tre soggetti menzionati siano divenuti proprietari per successione legittima a causa del decesso del Marito di A.

Se questa è l’ipotesi, giova ricordare che in materia di successione ereditaria al coniuge spetta oltre alla quota di eredità prevista per legge, anche il diritto di abitazione. L’art. 540 II comma del c.c. stabilisce infatti che al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

Ne consegue che in virtù del diritto di abitazione, A poteva permettere liberamente all’altro figlio B di convivere insieme a lei nell’appartamento.

Pertanto è da ritenersi illegittima la richiesta del figlio superstite C nei confronti del nipote D.

Venuto meno il diritto di abitazione però si potrebbe configurare un eventuale diritto di indennizzo se l’appartamento è ora occupato da D, tuttavia l’indennizzo si deve calcolare solo a partire dall’effettivo utilizzo da parte di D dell’appartamento oggetto di successione.
Si ricorda che è solo un’ipotesi eventuale in quanto la giurisprudenza di riferimento è contrastante.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordiali saluti
Avv. Francesco Zofrea

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18 APR 2019

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Egr. Sig. Michael,
in via preliminare giova chiarire che per rispondere compiutamente al quesito proposto sarebbe stato utile sapere a che titolo A B e C sono divenuti proprietari dell’immobile oggetto di controversia.

Tuttavia stante la modalità con cui sono riportate le quote di proprietà, possiamo presumere che i tre soggetti menzionati siano divenuti proprietari per successione legittima a causa del decesso del Marito di A.

Se questa è l’ipotesi, giova ricordare che in materia di successione ereditaria al coniuge spetta oltre alla quota di eredità prevista per legge, anche il diritto di abitazione. L’art. 540 II comma del c.c. stabilisce infatti che al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

Ne consegue che in virtù del diritto di abitazione, A poteva permettere liberamente all’altro figlio B di convivere insieme a lei nell’appartamento.

Pertanto è da ritenersi illegittima la richiesta del figlio superstite C nei confronti del nipote D.

Venuto meno il diritto di abitazione però si potrebbe configurare un eventuale diritto di indennizzo se l’appartamento è ora occupato da D, tuttavia l’indennizzo si deve calcolare solo a partire dall’effettivo utilizzo da parte di D dell’appartamento oggetto di successione.
Si ricorda che è solo un’ipotesi eventuale in quanto la giurisprudenza di riferimento è contrastante.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordiali saluti
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18 APR 2019

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D è figlio di B: egli è divenuto proprietario per eredità alla morte di B. Prima della morte, l'eventuale indennizzo andava chiesto a B. D sarà rtenuto a rendere conto della propria occupazione solo dopo la morte del proprio padre.
A Sua disposizione.
Avv. Giovanni Randon

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3 LUG 2018

Anonimo

Buongiorno,
se come mi pare di capire D è uno dei figli di uno dei defunti, e non il coniuge superstite allora non sussite diritto di abitazione del coerede. L'occupazione dell'appartamento in proprietà condivisa è chiaro che impedisce all'altro comproprietario di utilizzare il bene, del che è corretto che si raggiunga un accordo circa un eventuale canone - o meglio metà del canone -. Non sussiste il diritto dal 1999, intanto perché prescritto (10 anni) e in secondo luogo perché se non è stato richiesto dall'avente diritto vivente, salvo vi siano dati che mi mancano, non vi è diritto dell'erede per il periodo in cui non era proprietario. Da quando è proprietario invece può chiedere una indennità di occupazione, ma anche qui bisogna che se ne discuta, non può essere una richiesta come quella inviata.
Spero di non essere stato troppo lungo, ma la situazione meritava queste precisazioni. Se ha bisogno d'altro ci sentiamo.
Avv Giulio Mario Guffanti

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2 LUG 2018

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14 Risposte

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Sembra di capire che la casa fosse del marito di A la quale quindi avrebbe avuto diritto.di abitazione sull'intero per cui la richiesta è illegittima fino a quando è stata in vita A.
A sua ddisposizione.

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2 LUG 2018

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1039 Risposte

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Egregio sig.Michael,ho appreso di indirizzi giurisprudenziali divergenti:provi a riconoscere l'indennizzo relativo agli ultimi 10 anni.Cordialmente avv.Alfredo Guarino Napoli

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2 LUG 2018

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2894 Risposte

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Buongiorno,
manca un'indicazione. di chi era ab origine l'immobile? così si stabiliscono meglio le quote successive e l'eventuale legittima richiesta .
Cordialità.
Avv. Paola Federici

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1 LUG 2018

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