Giudizio immediato o ricorso per cassazione

Inviata da Costabile Verrone. 13 apr 2019 2 Risposte  · Arresto

Sono stata arrestata con il mio convivente a seguito di una perquisizione domiciliare con esisto positivo a 750 grammi di cocaina. Nonostante lui ha detto che la sostanza trovata nel suo comodino era di sua esclusiva proprietà, sono stata comunque arrestata anche io. Ho passato 3 giorni in carcere, poi abbiamo fatto l’interrogatorio dove entrambi abbiamo ribadito la mia estraneità ai fatti e siamo stati messi ai domiciliari dove sono tutto ora. Dopo 20 giorni ho fatto il riesame, ma la mia richiesta di scarcerazione è stata rigettata perché quando siamo stati fermati in auto fuori al cancello del parco io avrei detto di non abitare li e con questa dichiarazione secondo loro ero a conoscenza di cosa nascondesse in casa il mio convivente e stavo favorendo l’occultamento della sostanza. Peccato che quel giorno, quando i poliziotti ci bloccarono, io dalla paura non dissi una parola, nonostante vedendo 6 agenti di polizia assalirci, era del tutto giustificato se avrei detto di non abitare li, soprattutto perché avevamo preso casa da 15 giorni e non avevamo ancora un regolare contratto. Ormai è andata così, purtroppo sulle carte la polizia così ha scritto e quella frase mi sta condannando, perché come sapete “occultando” non posso avvalermi della connivenza non punibile. (Guarda caso la polizia ha scritto una cosa che non ho detto, ma allo stesso tempo l’unica cosa che può condannarmi, che vigliaccata).
Ora come devo proseguire? Devo impugnare e ricorrere al ricorso per cassazione o chiedere un giudizio immediato?

contratto

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Gentile signora Verrone,da quel che espone emerge la prova che Lei ha "occultato" la Sua presenza ma non vi è prova che abbia "occultato" la sostanza:mi pare passibile del reato di false indicazioni sui Suoi dati anagrafici ma non di concorso nella detenzione della sostanza stupefacente:allo stato proporrei ricorso per cassazione se nei termini.Cordialmente avv.Alfredo Guarino Napoli

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Gent.ma sig.ra Moana,

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti, la distinzione tra connivenza non punibile e concorso nel reato commesso da altro soggetto va individuata nel fatto che, mentre la prima presuppone che l’agente mantenga un comportamento meramente passivo, privo cioè di qualsivoglia efficacia causale, il secondo richiede, invece, un contributo partecipativo positivo all’altrui condotta criminosa, anche in forme che agevolino la detenzione, l’occultamento ed il controllo della droga, assicurando all’altro concorrente, anche implicitamente, una collaborazione Cass. Pen. sez., III, 20 settembre 2012, n. 38716). Tenga presente che, secondo l’ordinamento del nostro Paese, chiunque spaccia sostanza stupefacente di qualsiasi tipo ad altri soggetti (sia gratuitamente che in cambio di denaro) commette un reato per il quale potrà essere condannato ad una pena che varia a seconda della quantità di sostanza stupefacente rinvenuta in suo possesso; chi, invece, acquista (e viene trovato in possesso) di sostanza psicotropa solo per uso personale, sarà punito unicamente con sanzioni amministrative. Il limite tra spaccio ed uso personale di sostanza stupefacente non è ben definito e la differenza dipende non solo dalla quantità di sostanza rinvenuta, ma anche della presenza (o meno) di mezzi idonei al confezionamento della sostanza (bustine e bilancino di precisione) o la presenza di diverse qualità di droga. La circostanza è fondamentale per valutare il tipo di reato ascritto a lei e alla sua compagna.
Per quel che concerne quanto emerso dall’interrogatorio, ossia dalla dichiarazione sua e del suo compagno di non abitare dove avvenuta la perquisizione, tale tesi potrebbe essere smontata dall’esibizione dell’eventuale contratto di affitto dell’abitazione se intestato al suo compagno, al fine almeno di poterle far cadere le accuse addebitate, dimostrare che effettivamente lei conviveva con lui nell’abitazione ove rinvenuta la sostanza psicotropa. Infine se ancora nei termini sarebbe consigliabile proporre ricorso per cassazione.
Resto a sua completa disposizione per ogni ulteriore assistenza.
Cordialmente,
Avv. Francesco Zofrea

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30 APR 2019

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