Debito con Invitalia

Inviata da fra. 10 feb 2019 2 Risposte

Avrei bisogno di un parere relativo a un debito con Invitalia.
Cerco di darvi il quadro della mia situazione.
Nel 2007 ho aperto una società con altri 3 soci usufruendo del mutuo agevolato relativo alle misure Autoimpiego (Legge 185/2000 titolo II) con Sviluppoitalia, ora Invitalia.
Nel 2013 ho chiuso la ditta, dopo aver concluso i 5 anni previsti dal contratto, lasciando alcune rate non pagate.
Il 06/12/2018 ho ricevuto un'ingiunzione di pagamento (ritirata il 15/09/2019), non all’ultimo indirizzo della società, ma al primo, nonostante Invitalia fosse stata regolarmente informata del cambio di sede legale, tanto è vero che i tutor vennero a fare il controllo relativo al 5° anno al nuovo indirizzo. In questa ingiunzione si parla di una precedente comunicazione del 28/12/2017, che noi non abbiamo mai ricevuto (a quel vecchio indirizzo c’è un magazzino privato e solo per caso il proprietario ha trovato l’avviso di giacenza dell’ultima raccomandata e ce l’ha consegnato).
Il 18/01/2019 abbiamo inviato il modulo di richiesta relativo al decreto Genova per chiedere lo stralcio al 25%, seguendo le istruzioni indicate alla pagina https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/decreto-genova-mutui-invitalia.
Venerdì 8 febbraio, mi hanno chiamato da Invitalia (num visualizzato 06 42160, che risulta essere il centralino) per dirmi che non rientriamo nel decreto Genova perché la richiesta è successiva al 29 settembre 2018. Non sono riuscita a capire bene le motivazioni del diniego e la signora al telefono ha tagliato corto. Rileggendo l'articolo del decreto non sono stata in grado di capire perché non rientriamo nella casistica.
Alla mia richiesta di una risposta scritta, la signora ha detto che non poteva inviarmi niente di scritto e ha detto che l'unica opzione per noi è fare richiesta di un piano di rateizzazione per l’intero importo dovuto (€14275,36).
Ho provato a chiedere alternative, tipo un saldo a stralcio per una percentuale maggiore del 25% maggiore, ma lei ha solo continuato a dire che dovevo inviare una richiesta di rateizzazione alla loro pec e che qualcuno avrebbe valutato quella richiesta.
Vi domando se è normale che non inviino una risposta scritta? E come dovremmo comportarci, in relazione alla risposta negativa e alla telefonata ricevuta. Siamo molto confusi e preoccupati.
Vi ringrazio per l’attenzione. Spero possiate darci un'indicazione o un consiglio.

Miglior risposta

Buongiorno,
affinché vi venga data una risposta per iscritto, è necessario e fondamentale che Lei avanzi una domanda per iscritto, chiedendo tutto quello che ritiene opportuno.
Le consigliamo di rivolgersi ad un legale che provvederà ad inviare una lettera e, sicuramente risponderanno per iscritto e dovranno anche ben motivare eventuali rigetti.
il Decreto Genova prevede che nell'ambito delle soluzioni negoziali giudizialmente assistite delle crisi d'impresa ovvero nell'ambito delle attività giudiziali pendenti alla data di entrata in vigore del decreto legge, finalizzate al recupero dei crediti in ragione della morosità sulla restituzione delle rate (del mutuo concesso nel 2007) - la possibilità di aderire a proposte transattive per importi non inferiori al 25 per cento del debito, comprensivo di capitale non ancora rimborsato, interessi ed interessi di mora.
Il decreto, inoltre, stabilisce che i debiti che possono essere oggetto del beneficio sono anche quelli per i quali sia stata già adottata da Invitalia la risoluzione del contratto di finanziamento agevolato in ragione della morosità nella restituzione delle rate, purché il relativo credito non risulti già iscritto a ruolo e che l'istanza va presentata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge.
L'entrata in vigore del provvedimento è del 29.09.2018 ed i motivi di inammissibilità sono sostanzialmente 3:
- non erano in corso procedure giudizialmente assistite finalizzate alla gestione della crisi d'impresa o attività giudiziali, pendenti alla data del 29.09.2018 e riguardanti l'azienda di cui lei era socio;
- l'istanza di adesione al beneficio doveva essere presentata entro e non oltre il 30 novembre 2018;
- il credito vantato da Invitalia risultava già iscritto a ruolo nel dicembre 2017 (comunicazione a cui si fa riferimento nella missiva del dicembre 2018).
Il primo motivo assorbe gli altri due.
Cordialmente
Avv. Francesco Zofrea

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prima di formulare una risposta bisognerebbe esaminare tutta la documentazione per valutare bene la posizione

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12 FEB 2019

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