Cacciare di casa

Inviata da Cosmina. 13 giu 2018 3 Risposte

Convivo da 4 anni e mezzo con uno che ha la casa di proprietà.due anni fa mi ha buttato fuori casa ed io sono andata ad abitare da una amica per poi prendere una casa in affitto.dopo 9 mesi è venuto a riprendermi e mi ha rifatto nuovamente la residenza a casa sua specificando di non essere nel suo stato famiglia.ora vuole cacciare di casa me e il cane di punto in bianco.al momento non dispongo del denaro per affittare un casa in più sono a casa dal lavoro per un mese causa una malattia ma per contratto non sono pagata in questo periodo,solo 8 giorni di malattia.come posso tutelare?grazie mille

lavoro , contratto , residenza

Miglior risposta

Se le usa violenza lo denunci alle Autorità competenti anche per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Se lui ha revocato il consenso al comodato gratuito (verbale) lei dovrebbe lasciare la casa ma se lei decide di rimanere lui dovrà iniziare un procedimento di rilascio per occupazione abusiva con tutti i disagi che questo gli causerebbe.
Ripeto anche se non usasse violenza ma la mette alla porta lo denunci per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

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Gentile signora Cosima,
la giurisprudenza della Cassazione è chiara in merito.
La Corte ha precisato (cfr., tra le altre, Cass. n. 7214 del 21.03.2013 ) che la fine dell'amore non autorizza il proprietario dell'appartamento ad allontanare il convivente seduta stante.
Secondo la Suprema Corte, nel caso in cui l'unione di fatto sia durevole e abbia i caratteri dell'esclusività, stabilità e contribuzione, non può essere posta sullo stesso piano di un rapporto di ospitalità.
Tuttavia, nel rispetto dei criteri di correttezza e buona fede, il convivente proprietario dell'immobile, cessato il rapporto affettivo, qualora voglia rientrare nella disponibilità esclusiva del proprio bene, ha l'obbligo di avvisare il partner e di concedergli un termine congruo per reperire altra sistemazione.
Mi preme precisare, inoltre, che la parte spossessata del proprio “letto” potrebbe andare dai carabinieri e sporgere una querela contro il titolare dell’immobile, ottenendo così la possibilità di far ritorno a casa.Il codice penale art. 634 stabilisce che chiunque «turba, con violenza alla persona o con minaccia, l’altrui pacifico possesso di cose immobili, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 103 euro a 309 euro». Dunque, cambiare la serratura della porta di casa per non farvi più rientrare il convivente costituisce un illecito penale. In particolare si tratta di «turbativa del possesso di cose immobili».
Il reato di «turbativa del possesso di cose immobili» non presuppone che la vittima abbia necessariamente un diritto di proprietà, anche per semplice quota sul bene, ben potendo verificarsi l’illecito anche nei casi di “compossesso”, di chi cioè abitualmente vive nell’appartamento pur non vantando su di esso alcuna titolarità.
Pertanto, il suo convivente Le dovrà concedere un lasso di tempo adeguato per trovare una nuova sistemazione.
Cordialmente,
Avvocato Francesco Zofrea

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13 MAG 2019

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Buongiorno, considerando che le relazioni di fatto sono tutelate può chiedere il mantenimento al suo compagno.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità.
Distinti saluti.
Dott. Antonino Matina

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14 GIU 2018

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