Il barbecue fisso deve rispettare le distanze di sicurezza

Nonostante non esistano regolamenti specifici per il barbecue, la legge prevede la presunta nocività se esiste la possibilità che possa causare danni di salute o pericoli a un condomino.

19 LUG 2017 · Tempo di lettura: min.
Il barbecue fisso deve rispettare le distanze di sicurezza

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, il barbecue fisso in condominio, se non rispetta le distanze legali, può essere nocivo per la salute degli altri condomini.

Vivere in un condominio non sempre è facile. Rumori, pagamenti in ritardo o decisioni complesse sono solo alcuni dei problemi che possono sorgere durante la vita condominiale. Adesso, arriva una sentenza della Corte di Cassazione che si posiziona su un altro tema problematico: quello del barbecue fisso. Secondo i giudici, infatti, se non vengono rispettate determinate distante, la nocività è presunta, ossia può creare danni alla salute delle persone che vivono nel condominio.

Il caso e la sentenza

La vicenda in questione riguarda il ricorso di un condomino che viveva al pian terreno, citato in giudizio da un suo vicino del primo piano secondo il quale non venivano rispettate le distanze legali del barbecue fisso dalla sua casa. Le finestre del suo appartamento, infatti, erano molto vicine al comignolo. Inizialmente i giudici della Corte d'Appello hanno dato ragione a quest'ultimo condomino, prendendo in considerazione l'articolo 890 del Codice Civile:

"Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza".

Le emissioni del fumo e degli odori, infatti, arrivavano all'appartamento del vicino del primo piano, trovandosi il barbecue fisso a circa un metro dalle finestre. Per questo motivo, i giudici avevano deciso di condannare il condomino ad astenersi dall'utilizzare il barbecue.

Anche la Corte di Cassazione, sezione II Civile, con la sentenza n.15246/2017, ha rigettato il ricorso del vicino del pian terreno. Nonostante non esistano regolamenti specifici per il barbecue, la legge prevede in ogni caso la presunta nocività se esiste la possibilità che possa causare danni di salute o pericoli per un vicino. Proprio l'articolo 890 del Codice Civile, infatti, inserisce la possibilità che in alcuni casi manchi un regolamento specifico e, per questo, specifica che le distanze dovranno essere stabilite per poter evitare ogni sorta di danno ai vicini.

I giudici, dunque, hanno definito il barbecue fisso in questione come un forno, in quanto si tratta di un manufatto in muratura con comignolo. Secondo le perizie della consulenza tecnica di ufficio (CTU), la distanza ideale del barbecue sarebbe stata di più di 5 o 6 metri dalle finestre dei vicini.

Nella sentenza della Corte di Cassazione, inoltre, si legge: "Il rispetto della distanza prevista dall'art. 890 c.c., nella cui regolamentazione rientrano anche i forni (tale essendo qualificato dalla Corte di appello il manufatto), è collegato ad una presunzione assoluta di nocività e pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisca la distanza medesima; mentre, in difetto di una disposizione regolamentare, si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppure relativa, che può essere superata ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino".

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