Green Pass: sanzioni previste in caso di violazioni o falsificazioni

Quali sono le sanzioni e le multe per coloro che non sono in possesso o falsificano il Green Pass per entrare nei luoghi dove è obbligatoria la Certificazione (bar, autobus, musei, ecc.)?

31 AGO 2021 · Tempo di lettura: min.
Green Pass: sanzioni previste in caso di violazioni o falsificazioni

Da quasi un mese a questa parte è diventato obbligatorio mostrare il proprio Green Pass all’entrata di ristoranti, bar, teatri, cinema ed altri luoghi al chiuso. La Certificazione Verde è richiesta anche per spostarsi da regione a regione, nel caso in cui questi territori siano “Zona Arancione” o “Zona Rossa”.

Inoltre, da domani, sarà necessario il Green Pass per poter salire a bordo di autobus, treni ed aerei.

In questo articolo, quindi, vogliamo parlare delle possibili sanzioni in caso di violazioni del Green Pass: cosa succederebbe se all’interno del locale non venisse chiesto il Green Pass proprio da parte del proprietario? Invece, quale sarebbe la multa per mostrare un documento falsificato? Spieghiamo le varie casistiche!

Non richiedere il Green Pass in un luogo al chiuso: quali sono le multe

Prima di tutto, ricordiamo ancora una volta in quali luoghi non è permesso accedere senza Green Pass:

  • I ristoranti (al chiuso – è possibile invece sostare in un ristorante all’aperto senza Certificazione Verde).
  • Spettacoli aperti al pubblico, ma anche eventi e competizione sportive.
  • Musei, mostre e altri luoghi o istituti della cultura.
  • Palestre, piscine, centri benessere.
  • Fiere, sagre, convegni e congressi.
  • Sale gioco (quali, ad esempio, sale scommesse, sale Bingo e casinò).
  • Centri culturali come, ad esempio, centri sociali e ricreativi.
  • Mezzi pubblici dal primo settembre.

In questi luoghi saranno proprio i proprietari dell’attività che dovranno richiedere il Green Pass ai clienti: questi ultimi dovranno mostrare il Codice QR (da telefonino o carta stampata). Non è obbligatorio richiedere anche il documento d’identità: solo si richiederà nel momento in cui i dati anagrafici del Green Pass sembrino non coincidere con i dati della persona che lo sta mostrando.

Nelle ultime settimane, così come nelle successive, le Forze dell’Ordine sono impegnate a svolgere i servizi per accertare che si stiano applicando le norme.

Difatti, nel caso in cui qualcuno si trovi dentro uno dei locali elecati precedentemente senza Green Pass può rischiare una multa dai 400 ai 1.000 euro.

Ma, attenzione: il proprietario verrá sanzionato così come il cliente! Infatti, i gestori dei locali che non controllano il possesso del Green Pass possono rischiare la stessa multa (dai 400 ai 1.000 euro) e nel caso in cui si violi questa norma per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere esposto a una chiusura da 1 a 10 giorni.

Contraffazione del Green Pass: cosa dice il Codice Penale

Prima di tutto, ricordiamo che il Green Pass può essere emesso esclusivamente dalla Piattaforma Nazionale del Ministero della Salute.

Come però è stato ricordato dai media nelle ultime settimane, sono stati venduti più di 30 Certificati Verdi falsi attraverso Telegram: è stato difatti creato un canale Telegram, lo scorso mese, in cui alcune persone proponevano il servizio di creare dei Green Pass Ad Hoc per chi lo richiedesse.

Ricordiamo che chi utilizza una Certificazione Verde falsa e chi produce queste certificazioni contraffatte può incorrere nei reati di Falso e di Truffa.

Ad esempio, le persone che creavano i documenti falsi su Telegram rischiano la reclusione da 1 a 5 anni ed una multa dai 309 ai 1.549 euro (come previsto dall’Art. 640 del Codice Penale).

In generale, infatti, chi produce o utilizza questa certificazione falsificandome il nome, il cognome o la data di effettuazione del vaccino può rischiare da 1 a 6 anni di carcere.

Nel caso in cui il Green Pass falso venga esibito in un luogo al chiuso, sarà solo ed esclusivamente il cliente a essere sanzionato: il gestore del locale non dovrà pagare nessuna multa, nel caso in cui non abbia conoscenza del reato. Lo ha stabilito una circolare diffusa dal Ministero dell’Interno lo scorso mese.

“Prendere in prestito” il Green Pass di un’altra persona: cosa comporta?

Vi è un altro reato che dobbiamo tenere in considerazione: il reato di Sostituzione di persona (articolo 494 del Codice Penale).

Infatti, chi utilizzasse il Green Pass di un’altra persona per entrare in un locale potrebbe incorrere in questo reato e rischiare fino a un anno di reclusione.

Green Pass e trasporti pubblici

Da domani, primo settembre, sarà obbligatorio avere il Green Pass anche per salire a bordo di alcuni mezzi pubblici.

Aerei (voli nazionali ed internazionali), navi, traghetti, autobus (che collegano regioni diversi o adibiti a servizi di noleggio del conducente) e treni richiedono il Green Pass.

Ricordiamo, però, che se questi mezzi sono diretti all’estero, bisogna controllare anche i requisiti richiesti dal Paese di arrivo. Infatti le norme cambiano da Stato a Stato ed è possibile che in alcuni Paesi vi siano delle norme diverse (per esempio, in alcuni Stati non viene rilasciato il Green Pass con una sola dose di vaccino).

Quali sono i mezzi pubblici dove non è necessario il Green Pass

Prima di tutto: vengono esentati dall’obbligatorietà del Green Pass gli autobus di trasporto pubblico locale e regionale. La capienza di questi mezzi sarà dell’80% sia in zona bianca che in zona gialla e sarà obbligatoria la mascherina chirurgica o ffp2 per salire a bordo.

Per quanto riguarda navi e traghetti: è obbligatorio per tutte le tratte tranne per lo Stretto di Messina.

Anche per i treni vi è un’eccezione: i treni regionali non hanno obbligatorietà del Green Pass. Ricordiamo però, che come per gli autobus, è necessario avere sempre indosso o la mascherina chirurgica o la ffp2.

Sanzioni per coloro che non hanno il Green Pass a bordo dei mezzi pubblici

Saranno i controllori coloro che dovranno verificare che tutti i passeggeri siano in possesso della Certificazione Verde.

Per quanto riguarda le sanzioni: sono le stesse sanzioni e multe di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti. Chi non avrà la Certificazione Verde potrà rischiare una multa dai 400 ai 1.000 euro.

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