Arriva il Bonus avvocati

Per avere accesso al bonus, è necessario inoltrare la domanda.

21 giu 2016 Attualità - Tempo di lettura: min.

avvocati

La legge di Stabilità del 2016 introduce un contributo sulle spese di patrocinio.

È attivo il cosiddetto bonus avvocati, introdotto dalla Legge di Stabilità del 2016. Di cosa si tratta?

Il bonus avvocati

Da questo momento, tutti i cittadini che si affidano alla negoziazione assistita o all'arbitrato, evitando in questo modo la causa in tribunale, possono ricevere un contributo di 250 euro sulle spese di patrocinio: è il cosiddetto "Bonus Avvocati 2016". Si tratta di una misura inserita nella Legge di Stabilità di quest'anno, approvata dal Governo su diverse tematiche, quali pensioni, canone Rai e immobili. Il contributo viene restituito attraverso il credito d'imposta, ossia un bonus fiscale promosso dall'erario dello Stato.

Per ottenere il bonus è necessario che siano presenti una serie di requisiti. Innanzitutto, è necessario fare domanda e, in secondo luogo, la negoziazione o l'arbitrato devono avere necessariamente esito positivo. Nel caso in cui ci siano questi requisiti, il bonus di 250 euro spetterà a entrambe le parti e coprirà il compenso che spetta all'avvocato o all'arbitro che ha trovato soluzione alla controversia.

Come si richiede il bonus

Per avere accesso al bonus, è necessario inoltrare la domanda. La richiesta va fatta online, attraverso l'apposito form presente sul sito web del Ministero della Giustizia. Oltre a compilare il formulario online, è necessario allegare diversi documenti. Nel caso della negoziazione, bisogna inoltrare la copia della convenzione e una copia che provi la trasmissione dell'accordo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati. Nel caso dell'arbitrato, sarà necessario allegare la copia del lodo e una copia per immagine dell'originale del provvedimento giudiziale di trasmissione del fascicolo. In entrambi i casi, inoltre, bisogna allegare la fattura dell'avvocato, la copia della quietanza e di un documento d'identità valido del contribuente che richiede il bonus.

In caso di esito positivo, i soggetti che hanno ottenuto il bonus dovranno segnalarlo nella dichiarazione dei redditi, attraverso il modello Unico o il modello 730. In questo momento, il contribuente dovrà decidere se il bonus servirà per diminuire le imposte sui redditi, nel caso di persona fisica, o in compensazione per pagare altri tributi, nel caso dei soggetti con partita Iva. In questo caso, inoltre, bisognerà indicare nel modello F24, nella sezione Erario e sotto la voce importi e debito versati, il codice tributo 6866.

Differenza fra negoziazione assistita e arbitrato

Come già detto, per ricevere il bonus è necessario affidarsi alla negoziazione assistita o all'arbitrato. Qual è la differenza? La negoziazione assistita avviene tramite l'assistenza di un avvocato. Durante la controversia, infatti, le due parti, trovano un accordo senza però passare per il tribunale. Il processo si chiude attraverso una convenzione di negoziazione, firmata dagli avvocati delle parti. La decisione diventa immediatamente esecutiva.

Nel caso dell'arbitrato, invece, il processo stragiudiziale viene guidato da un arbitro. La procedura, infatti, viene affidata ad uno o a più soggetti (numero dispari), solitamente due scelti dalle parti e uno eletto da una persona al di sopra delle parti. La decisione presa è chiamata lodo arbitrale.

Per ricevere maggiori informazioni, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in arbitrato.

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