Annullamento delle sanzioni elevate per transito nella corsia preferenziale di via di Portonaccio.

Con sentenza n. 5413/2018 del 27/02/2018, il Giudice di Pace di Roma è tornato a pronunciarsi sul tanto dibattuto tema delle multe irrogate a migliaia di automobilisti in via di Portonaccio.

22 mar 2018 Ricorsi - Tempo di lettura: min.

Con sentenza n. 5413/2018 del 27/02/2018, il Giudice di Pace di Roma è tornato a pronunciarsi sul tanto dibattuto tema delle multe irrogate a migliaia di malcapitati automobilisti per transito nella famosa corsia preferenziale sita in Roma in via di Portonaccio (riattivata nel mese di maggio del 2017 dopo oltre 7 anni di disattivazione).

Nella richiamata sentenza, l'organo giudicante ha disposto l'annullamento di 6 verbali di accertamento ritenendo che la segnaletica verticale e orizzontale, che avrebbe dovuto segnalare l'inizio della preferenziale, "risultava insufficiente, contraddittoria, mal posizionata e poco visibile".

Nella sentenza si legge espressamente che: "l'elevazione di migliaia di verbali, fatto notorio, sta a significare che effettivamente la riapertura della corsia preferenziale non è stata pubblicizzata in maniera significativa e indicata in maniera idonea".

L'inadeguatezza della segnaletica è stata altresì confermata in una comunicazione proveniente dalla Polizia Locale di Roma Capitale del 21 luglio 2017, nella quale è stato evidenziato che: "…la segnaletica presente risulta ancora insufficiente, tant'è che veicoli impegnano di continuo la corsia in questione".

Infine, i numerosi interventi di implementazione della segnaletica posti in essere dal Comune di Roma nel mese di luglio e nel mese di ottobre del 2017 costituiscono un'ulteriore riprova dell'insufficienza della precedente segnaletica.

Alla luce delle suesposte motivazioni, il giudice capitolino ha ritenuto che il ricorrente sia incorso in errore in condizioni di buona fede in quanto: "è di assoluta evidenza che il comportamento tenuto da Roma Capitale abbia contribuito ad ingenerare in capo al ricorrente l'ignoranza incolpevole della condotta contraria alle disposizione del codice della strada".

Tra l'altro, nella citata sentenza, il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di lite in favore del ricorrente liquidate in € 300,00 oltre accessori di legge.

Tale sentenza conferma l'indirizzo maggioritario assunto dal Giudice di Pace di Roma che ha annullato migliaia di verbali elevati nei confronti degli utenti della strada nei primi mesi dalla riattivazione del divieto di percorrenza.

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