Separazione tra conviventi - affido del bambino

Inviata da Luca. 10 set 2015 10 Risposte

Buongiorno a tutti,
Vi scrivo per chiederVi un consiglio a nome di una carissima amica che non è pratica di computer e che ha chiesto a me una mano per risolvere un problema.
Abbrevierò il suo nome con F.

F. ha 39 anni , da 14 convive con il suo compagno dal quale 3 anni fa ha avuto un bambino.
Dalla nascita di questo bambino il rapporto con il suo compagno è cambiato. Lui la controlla in tutto e per tutto, non ha libertà di azione in niente, non collabora nelle faccende famigliari e nella crescita del bambino e di questa cosa lei è stanca. Non può telefonare liberamente nemmeno ai suoi genitori la sera...lui e sempre li a controllarLa e ad ascoltare le sue telefonate..

Per questi, ed altri motivi, lei vorrebbe chiudere questa relazione ma non sa cosa fare.

La casa dove abitano è di proprietà del suo compagno, che più volte Le ha detto "se te ne vuoi andare sei libera di farlo, ma il bambino resta qui con me". Lei lavora con un contratto a tempo indeterminato ad 8 ore mentre lui ha un contratto part-time.
Vorrebbe prendere con sé il bambino e tornare a vivere dai suoi genitori ma ha paura che questa azione abbia delle conseguenze nel momento in cui, davanti ad un avvocato e/o giudice si arriverà inevitabilmente a discutere di affido e che lui possa denunciarla per sottrazione di minore.

Cosa le consigliate di fare?
Ringraziandovi per le risposte che vogliate darmi
Saluto
Luca

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10 Risposte

  • Miglior risposta

    Gent.le sig.Luca,

    la sua amica ha tutto il diritto di separarsi dal suo compagno e portare con sé il bambino.
    Prima di farlo però è necessario inviare al suo compagno una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale lo informa della sua determinazione a trasferirsi con il piccolo presso i propri genitori e della propria volontà di fargli comunque continuare ad avere un rapporto con lo stesso che potrà vedere e frequentare nei tempi e secondo le modalità che stabiliranno; questa dichiarazione può essere fatta, in alternativa, anche presso i carabinieri.

    Successivamente potrà depositare un ricorso presso il tribunale per le determinazioni in ordine all’affido (di norma condiviso), al collocamento (generalmente presso la madre data la tenera età del bambino), al mantenimento (al quale ciascuno dovrà contribuire secondo le proprie risorse) del bambino ed eventualmente anche alla assegnazione della casa, anche se di proprietà dell'ex compagno. Tale ricorso potrà essere presentato anche congiuntamente da entrambi i genitori.

    Cordialmente

    Avv. F.C.

    Pubblicato il 14 Settembre 2015

    Logo Studio Legale Cavallaro Fabiana

    145 Risposte

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    • Non si allontani dalla casa senza prima svolgere una dichiarazione di allontanamento o presso i carabinieri o con raccomandata a.r.. in entrambi i casi deve indicare l'Indirizzo esatto della nuova dimora del bambino e la sua disponibilità a fargli frequentare regolarmente il padre.
      Successivamente deve depositare ricorso per la regolamentazione delle condizioni di affido del bambino. Se se ne va di casa con il bambino senza porre in essere le condizioni suddette e riferire quanto sopra,commette il reato di sottrazione di minorenni.

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Studio legale Ballarati

      17 Risposte

      10 Valutazioni positive

    • Buongiorno,
      va presentato un ricorso per la normazione dell'affido oggi di competenza del Tribunale ordinario tramite studio legale di sua fiducia , il ricorso come la separazione può essere consensuale e cioè presentato congiuntamente dalle parti o giudiziale. Se a lei non interessa rimanere nella casa coniugale prima di trasferirsi dai suoi genitori comunichi ufficialmente con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata al suo compagno la sua intenzione specificando luogo di trasferimento e la sua completa disponibilità alla frequentazione del figlio compatibilmente agli impegni scolastici e di salute non potrà imputarle alcunché. Per il resto il tribunale stabilirà e disciplinerà diritto di visita e mantenimento dovuto in relazione alla capacità reddituale. Cordiali saluti
      Avv. Silvana Emili
      ( ordine avvocati Pesaro.Urbino )

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Avv. Silvana Emili

      15 Risposte

      1 Valutazione positiva

    • Gentile signora,
      concordo con i colleghi circa la delicatezza della situazione essendo coinvolto un minore e circa l'opportunità che si affidi ad un legale esperto di diritto di famiglia per gestire la situazione. Sicuramente il bimbo, data la tenera età, verrà collocato dal Tribunale presso di lei mentre per quanto riguarda la casa "familiare" l'assegnazione dipenderà dalle sue richieste. Senz'altro anche il padre dovrà far fronte al mantenimento del minore in base ai suoi redditi. Se lo desidera, mi può contattare direttamente per un colloquio tramite questo sito o ai miei recapiti che trova digitando il mio nome su internet e sarò lieta di assisterla.
      Cordialmente.
      Avv. Erika Muller ( Piacenza - Lodi - Cremona )

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Avv. Erika Muller - Studio Legale

      105 Risposte

      71 Valutazioni positive

    • Gentile Signor Luca,
      consigli alla sua amica di rivolgersi immediatamente ad un legale in modo che possa intraprendere un'azione giudiziale al Tribunale ordinario, onde ottenere la collocazione del minore presso la madre ( l'affido è condiviso per legge) eventualmente anche l'assegnazione della casa. Riferisca, comunque, prima di allontanarsi dalla residenza comune, di inoltrare tramite un legale una richiesta di regolarizzazione del rapporto.
      Sono a sua disposizione per quant'altro Le occorresse.
      Cordiali saluti
      avv. Antonio Ruspaggiari

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Studio Legale Associato Ruspaggiari

      14 Risposte

      9 Valutazioni positive

    • Certamente, deve rivolgersi a un legale esperto in diritto di famiglia. Può cercare un accordo su affidamento e mantenimento, oppure presentare un ricorso per disciplinare il tutto; potrebbe pretendere l'assegnazione del domicilio, anche se di proprietà del compagno, e rimanere lì col figlio che sarebbe affidato di legge ad entrambi ma collocato stabilmente presso di lei. Lui dovrà poi concorre al mantenimento in proporzione al reddito, vanno infatti comparati gli stipendi dei genitori.
      Ci sono poi una serie di questioni da valutare, conoscendo meglio la situazione.

      Resto a disposizione

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Laura Ferrari
    • Egregio Sig. Luca,
      data la delicatezza della questione è opportuno che la sua amica si faccia assistere da un avvocato.
      In caso di cessazione della convivenza, essendoci un figlio minore, è opportuno rivolgersi al Tribunale .
      La informo che, di norma, i figli minori sono affidati congiuntamente ad entrambi i genitori (c.d. affido condiviso), ma collocati presso l’abitazione della madre.
      La sua amica, quindi, come genitore collocatario potrà, anche, richiedere l’assegnazione della casa familiare, indipendentemente dalla proprietà della stessa.
      Il padre del bambino, ovviamente, dovrà anche contribuire al mantenimento del minore.
      Sono a Sua disposizione per ogni necessità.
      Se lo desidera può contattarmi ai miei recapiti reperibili google digitando " avv. Lucilla Navarra " o sull’albo degli Avvocati di Roma.
      Cordiali saluti
      Avv. Lucilla Navarra

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Avv. Lucilla Navarra

      324 Risposte

      56 Valutazioni positive

    • Consiglio alle sua amica di mandare al compagno una raccondata a/r con la quale comunica le sue intenzioni. Fatto cio' non rischia nulla. Soro ' lieto di fornirle consulenza legale gratuita telefonica. Trovera il mio numero di cellulare sul mio profilo di questo sito o su google digitando " avv. Francesco Parise ". Saluti

      Pubblicato il 11 Settembre 2015

      Logo Avv. Francesco Parise

      38 Risposte

      4 Valutazioni positive

    • Buongiorno Luca.
      Consiglio alla Sua amica data la delicatezza del rapporto tra i due conviventi e l'esistenza di un minore di farsi assistere da un legale specializzato che La possa guidare e tutelare in ogni azione.
      In caso di separazione essendoci un minore peraltro ancora piccolo probabilmente il collacamento sarà deciso in favore della madre e alla stessa andrà anche la casa al di là della proprietà della stessa. Se però la Sua amica preferiresse vivere con i genitori anche per avere un supporto per il minore quando lavora, anche questa è una scelta che può legittimamante essere fatta ma va guidata e concordata o richiesta d un Giudice.
      Non lasci la casa a meno che non voglia optare per quest'ultima scelta e nel caso comunque prima di procedere a qualunque passo Le consiglio vivamente di affidarsi ad un legale.
      Non deve avere timori, basta essere guidati e supportati e i passi si fanno.
      A disposizione, in caso di necessità.
      Cordiali saluti.

      Barbara Spinella

      Pubblicato il 10 Settembre 2015

      Logo Avvocato Barbara Spinella

      186 Risposte

      107 Valutazioni positive

    • Gentilissimo Luca,
      sconsiglio vivamente alla Sua amica di lasciare la casa familiare.
      Sarebbe semmai opportuno che si rivolgesse quanto prima ad un Avvocato esperto di Diritto di Famiglia. Intanto mi preme informare la Sua amica Suo tramite che quale probabile genitore affidatario c.d collocatario del bambino, tra l'altro in tenera età, avrà diritto all'assegnazione della casa familiare (ndr sebbene sia intestata al Suo compagno).
      A Sua disposizione per qualsiasi necessità. Se vorrà, potrà contattarmi ai miei recapiti telefonici pubblicati su questo portale.
      Cordialmente.

      Avv.Silvia Parrini (FORO DI PISA)

      Pubblicato il 10 Settembre 2015

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