moglie straniera

Inviata da Grace. 10 gen 2017 5 Risposte

posso andare via di casa con un figlio di venti mesi(20) dal marito violento? salve avvocato, sono una donna straniera sposata con un cittadino italiano da 9 anni quando ero incinta del bambino ..ho perso il lavoro, ma purtroppo subisco continui maltrattamenti psicologici.. insulti e addiritura due minance di morte tutto sempre in presenza del nostro figlio ..avolte prendo il bimbo e mi chiudo in camera per non fargli sentire le sue hurle... un altra cosa importante.. non vuole che gli faccio fare le vaccinazini, ho provato faglierlo capire con la buona ma non vuole sapere le raggioni e dice che non servono a nulla a natale volevo andare a trovare i miei gennitori e fargli conoscere anche il nipotino, ma lui si e opposto dicento che non vuole che il bambino viaggia da solo con me all'estero, gli ho chiesto di venire con noi e iniziato a hurlarmi adosso ..dicendo che non capisco niente per poi inziare a dirmi che il bambino non e vaccinato quindi non può andare...usandolo come arma per colpirmi. ho richiesto la cittadinanza italana solo 2 anni fa , quando mi verrà concessa avrò piu diritti? mi sento in trappola. aiutatemi ho bisogno dei vostri pareri vi prego. distinti saluti. G

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5 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile Signora, Le suggerisco di rivolgersi ad un legale della Sua città per farsi consigliare al meglio. Cordiali saluti e auguri

    Pubblicato il 11 Gennaio 2017

    Logo Avv. Cristian Aureli

    113 Risposte

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    • Gentile signora Grace,nella condotta di Suo marito si evidenziano,come descrive,illeciti sia civili che penali,che danneggiano anche Suo figlio:consiglio una separazione personale ed eventualmente una denuncia;nell'immediato si rivolga ai servizi sociali del Suo Comune di residenza e faccia inviare da un avvocato una diffida.Cordialmente Avv.Alfredo Guarino Napoli

      Pubblicato il 11 Gennaio 2017

      Logo Studio Legale Avv. Alfredo Guarino

      1114 Risposte

      210 Valutazioni positive

    • Gentile Sig.ra Grace,
      il nostro Ordinamento giuridico, per i casi gravi come quello da Lei prospettato, prevede una tutela specifica in ambito civile, oltre che penale. Lei può infatti, rivolgersi al Giudice e chiedere un ordine di protezione contro gli abusi familiari ex art.342 bis cc e 342 ter c.c.
      Dimostrando i gravi fatti qui riferiti, potrà ottenere che venga ordinata la cessazione della condotta illecita e disposto l’allontanamento di suo marito dalla casa familiare, in quanto coniuge violento. Naturalmente, potrà chiedere anche la separazione personale ma la richiesta di ordine di protezione, è sicuramente più celere, in quanto mira proprio a dare una protezione immediata alla persona vittima di violenza,
      Il mio suggerimento è comunque quello di rivolgersi ad una delle tante associazioni diffuse sul territorio nazionale a tutela delle donne maltrattate e che subiscono violenza in famiglia, dove potrà trovare anche assistenza legale.
      A tal proposito, le faccio presente che, se ricorrono i presupposti, potrà usufruire del patrocinio a spese dello Stato e, quindi, non dovrà pagare e neanche anticipare le spese legali.
      Augurandole che vada tutto per il meglio, la saluto cordialmente
      Avv. Donatella De Caria

      Pubblicato il 11 Gennaio 2017

      Logo Studio Legale dell'Avv. Donatella De Caria

      6 Risposte

      2 Valutazioni positive

    • La invito a recarsi al più presto presso un centro antiviolenza o un centro caritas o chiami il telefono rosa. La aiuteranno e le forniranno un avvocato. Se non ha un reddito o comunque se guadagna meno di 9000 euro circa l'anno ha diritto al gratuito patrocinio ossia ad essere assistita da un avvocato senza pagare.

      Pubblicato il 10 Gennaio 2017

      Logo Studio Legale Avv. Chiara Parolin

      79 Risposte

      15 Valutazioni positive

    • Gentile Signora,
      la situazione familiare che descrive è pessima e potrebbe rivelarsi pericolosa per la salute psicofisica e l'incolumità del bambino. Pertanto , a mio modesto avviso, sarebbe da valutare da parte Sua l'ipotesi di avviare una separazione giudiziale avanti il Tribunale competente per territorio, e, contemporaneamente , rivolgendosi alle pubbliche autorità, per sporggere un'eventuale denuncia-querela.

      Pubblicato il 10 Gennaio 2017

      Logo Avv. Antonio Cesarini

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