Bullismo a scuola: cosa fare per proteggere legalmente i tuoi figli?

Guida pratica sul bullismo: dalla legge ai diritti delle vittime, alle responsabilità civili e come proteggere i tuoi figli da atti nocivi.

16 OTT 2023 · Tempo di lettura: min.
Bullismo a scuola: cosa fare per proteggere legalmente i tuoi figli?

La tua intuizione da genitore ti dice che c’è qualcosa che non va nel comportamento di tuo figlio. Lo vedi sempre triste, taciturno, e non capisci davvero cosa gli stia succedendo. Così, decidi di affrontare la questione con gli insegnanti di tuo figlio, e la rivelazione che ti viene fatta ti gela il sangue nelle vene: tuo figlio, insieme ad altri, è vittima di bullismo da parte di un gruppo di studenti prepotenti.

Ti descriviamo questa scena perché, purtroppo, è molto più frequente di quel che possa sembrare. Un recente studio della Sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children - HBSC Italia del 2022, sottolinea come il bullismo a scuola non sia un fenomeno isolato

Essenzialmente, i più giovani, specialmente tra gli 11 e i 13 anni, sono più spesso bersaglio di questi comportamenti, in particolar modo le ragazze. Sebbene il bullismo sembri mantenersi stabile rispetto ai dati del 2017/18, il cyberbullismo è in aumento, soprattutto tra i più piccoli. 

I dati mostrano che l'18,9% degli undicenni maschi e il 19,8% delle femmine sperimentano bullismo. Questa percentuale scende al 14,6% per i ragazzi e al 17,3% per le ragazze di 13 anni, mentre per gli adolescenti di 15 anni si riduce al 9,9% per i maschi e al 9,2% per le femmine.

Non possiamo neanche ignorare un altro aspetto inquietante: c'è una stretta correlazione tra il bullismo e la violenza domestica. I bambini che vivono situazioni di violenza in famiglia tendono a manifestare comportamenti violenti a scuola o, al contrario, diventano essi stessi vittime.

Di fronte a queste cifre e alle esperienze personali, molti genitori si chiedono: come posso proteggere legalmente mio figlio? Questo articolo cercherà di fornirti alcune risposte.

 

Cosa si intende per bullismo?

Parlando di bullismo, si evoca l'immagine di un comportamento costantemente aggressivo, sia dal punto di vista fisico che psicologico, esercitato da una o più persone, comunemente conosciute come "bulli", verso un individuo che, per vari motivi, non riesce a ribellarsi. 

Questi atti non sono semplici alterchi tra giovani, ma rappresentano azioni mirate e dannose, che possono lasciare cicatrici profonde nell'animo e, a volte, anche sul corpo delle vittime.

Le azioni dei bulli sono ben distinte dai normali contrasti tra coetanei per la loro intenzionalità e per la loro continuità nel tempo. L'essenza del bullismo è racchiusa nell'asimmetria di potere: il bullo, spesso sostenuto da complici o da una platea silente, agisce con ferocia contro chi percepisce come più debole, sfruttando differenze fisiche, di età, di comportamento o qualsiasi altro motivo che lo renda un bersaglio.

Il bullismo può manifestarsi in diversi modi. Ci sono bulli che usano la forza bruta, altri che feriscono con parole taglienti e offese, e, nell'era digitale in cui viviamo, ci sono quelli che agiscono nell'ombra del web, diffondendo falsità e calunnie. Indipendentemente dalla forma, le intenzioni sono le stesse: intimidire, dominare e ferire.

In altre parole, per poter identificare correttamente un episodio come bullismo, occorre considerare:

  • Intenzionalità: L'atto è commesso con lo scopo di nuocere.
  • Persistenza: La persecuzione non è un episodio isolato, ma si protrae nel tempo.
  • Asimmetria: C'è uno squilibrio di potere tra aggressore e vittima, con quest'ultima che spesso si sente impotente di fronte al bullo.

Attenzione, il bullismo non è un fenomeno isolato, ma spesso coinvolge un'intera comunità, composta non solo da chi agisce e chi subisce, ma anche da chi osserva e, con il proprio silenzio o indifferenza, alimenta la violenza. 

Ecco perché è fondamentale riconoscerlo, comprenderne le varie sfaccettature - che possono spaziare dal bullismo fisico, a quello verbale e online - e intervenire, per creare un ambiente in cui ogni individuo possa crescere senza paura.

 

Le varie tipologie del bullismo: diretto, indiretto e cyberbullismo

Andando più nel dettaglio, possiamo identificare tre principali categorie di bullismo:

  • Bullismo Diretto: Questa è forse la forma più immediatamente riconoscibile di bullismo. Essa comprende azioni manifeste e aggressive, sia fisiche che verbali. Si tratta di episodi in cui un individuo, o un gruppo, attacca direttamente la vittima attraverso insulti, minacce, percosse o altre forme di violenza. La chiave di questa tipologia è la sua visibilità e il suo impatto immediato sulla persona bersagliata.
  • Bullismo Indiretto: Meno evidente ma altrettanto dannoso è il bullismo indiretto. In questo caso, il danno viene inflitto non attraverso atti espliciti, ma tramite l'isolamento sociale della vittima. Chi subisce bullismo indiretto viene escluso, emarginato o ignorato dalla comunità o dai gruppi di riferimento, creando una sensazione di solitudine e di alienazione che può avere gravi ripercussioni psicologiche.
  • Cyberbullismo: L'avvento della tecnologia ha dato vita a una nuova forma di persecuzione. Il cyberbullismo sfrutta internet e le piattaforme digitali per vessare le vittime. Questa forma moderna di prepotenza può includere la diffusione di voci false, la condivisione di immagini compromettenti o di contenuti umilianti...


Parliamo più a fondo del cyberbullismo: quali sono le caratteristiche principali?

Il cyberbullismo rappresenta una manifestazione di prevaricazione che ha preso piede nell'era digitale, sfruttando la vastità e l'accessibilità dei media digitali. Si manifesta prevalentemente online, attraverso strumenti come i social media, chat, forum e messaggi brevi tramite dispositivi elettronici come smartphone e computer.

A differenza del bullismo “tradizionale” ed offline, che richiede una contiguità fisica, il cyberbullismo non conosce barriere spaziali o temporali. Una volta che un'azione di bullismo viene "postata" online, può essere accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Questa pervasività rende il cyberbullismo un fenomeno particolarmente dannoso.

L'impatto psicologico del cyberbullismo può essere ancor più profondo rispetto al bullismo tradizionale. Secondo esperti come quelli di Telefono Azzurro, le ripercussioni possono essere devastanti. La ragione risiede nella potenziale vastità della platea che può venire a conoscenza dell'atto di bullismo e nella durata dell'umiliazione, che potrebbe persistere indefinitamente online.

Un'ulteriore complicazione risiede nella difficoltà di controllare e gestire l'informazione una volta che viene condivisa online. Anche se un contenuto viene eliminato, potrebbe già essere stato condiviso, copiato o salvato da altre persone, rendendo quasi impossibile una completa rimozione.

Queste dinamiche possono avere conseguenze durature sulle vittime, influenzando aspetti della loro vita come la socializzazione. Gli effetti potrebbero anche estendersi al futuro della vittima, compromettendo il suo benessere personale, sociale e professionale.

Per comprenderne meglio la gravità, basti pensare a episodi reali come quello di Novara del 2013.

Gli attacchi di cyberbullismo possono assumere diverse forme: dall'invio di messaggi d'odio, alla diffusione di foto o video compromettenti, fino a commenti diffamatori su piattaforme social. 

 

Il bullismo è considerato reato?

Parliamo, prima di tutto, del cyberbullismo con la legge 29 maggio 2017, n. 71. Tra le principali misure introdotte, vi è la possibilità per le vittime di richiedere la rimozione di contenuti online che contengono informazioni diffamatorie o che violano la loro privacy.

Dal punto di vista legale, la legge ha rappresentato un'avanzata significativa nel campo della prevenzione del cyberbullismo. Il suo obiettivo principale è di guidare i giovani verso un uso sicuro e consapevole di internet e dei social network, mettendo in primo piano il rispetto della privacy e la salvaguardia dei dati personali. 

Nonostante l'importanza e il valore di tale legge, vi sono state alcune critiche riguardo alla sua implementazione, soprattutto in termini di penalità, poiché il cyberbullismo non è stato ancora inserito all'interno del codice penale.

Tuttavia, mentre il cyberbullismo è stato specificamente affrontato con questa legge, il bullismo in senso tradizionale non ha ancora una sua definizione legale o un reato associato. 

Per risolvere questa mancanza, è stata proposta, nel 2023, una nuova legge che mira ad introdurre nel codice penale l'articolo 612-bis.1, riguardante i reati di bullismo e cyberbullismo, stabilendo pene severe per chi commette tali reati.

Ulteriori proposte includono l'aumento delle penalità per chi trascura l'istruzione dei minori, come indicato nell'articolo 731 del codice penale, e l'invito al Governo a stabilire misure preventive e risorse finanziarie per contrastare efficacemente sia il bullismo che il cyberbullismo.

 

Ecco cosa puoi fare se tuo figlio o tua figlia sono vittime di bullismo

Se tuo figlio o tua figlia subiscono atti di bullismo che rientrano nella sfera dei reati – come per esempio violenza fisica, diffamazione, intimidazioni, comportamenti persecutori, divulgazione non consensuale di immagini private – hai la possibilità di presentare una denuncia formale presso le Autorità competenti, sia alla Procura della Repubblica che attraverso le forze dell'ordine, come la Polizia o i Carabinieri. 

Avviando questa procedura, si innescherà un meccanismo giuridico mirato a stabilire le responsabilità e, se il colpevole viene condannato, a garantirti un risarcimento per i danni subiti. 

Tuttavia, è importante ricordare che un procedimento penale può essere avviato contro il bullo solo se ha almeno 14 anni.

Se preferisci un approccio meno formale, puoi rivolgerti al questore del tuo comune per richiedere un semplice ammonimento nei confronti del presunto bullo. Basta recarsi in questura, esporre dettagliatamente l'accaduto e sollecitare un avvertimento. 

Se il minore ha 14 anni o più, può avanzare lui stesso tale richiesta. Il questore, dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie, chiama il minore e almeno un genitore (o chi detiene la responsabilità genitoriale) per un avvertimento verbale. L'ammonimento viene concesso solo se determinate condizioni sono soddisfatte, tra cui la mancanza di denunce precedenti e la commissione del reato attraverso internet.

Per i casi di cyberbullismo, cioè atti di bullismo perpetrati tramite strumenti digitali, è possibile segnalare l'incidente al Garante della Privacy affinché i contenuti nocivi vengano eliminati da internet o dai social media.

Se il bullismo avviene nell'ambiente scolastico, puoi anche sollecitare l'intervento del preside o del dirigente dell'istituto. La normativa prevede che ogni scuola designi un referente specifico per gestire le segnalazioni relative a bullismo e cyberbullismo. 

Inoltre, il collegio dei docenti può decidere, in seguito a una riunione dedicata, di sospendere temporaneamente gli studenti responsabili, seguendo le linee guida stabilite dallo Statuto degli studenti e dal Piano di offerta formativa della scuola.

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